Goodbye NEET

La Genesi: Rompere l’Isolamento In un’epoca in cui il termine “NEET” è diventato troppo spesso un’etichetta statica, quasi una condanna all’inattività, il progetto Goodbye NEET nasce come un atto di ribellione creativa. Non si tratta solo di un bando istituzionale promosso dal Comune di Potenza in collaborazione con l’ANCI e i GAL Lucus e Percorsi , ma di una vera e propria missione di recupero umano. La storia che abbiamo voluto raccontare è quella di un risveglio: il passaggio da una condizione di sospensione e isolamento a una di protagonismo attivo nel tessuto economico e sociale della Basilicata. Abbiamo immaginato questo progetto come un Hub di opportunità, un luogo fisico e mentale dove i giovani tra i 18 e i 35 anni potessero finalmente trovare la spinta per trasformare il proprio “stallo” in una nuova impresa.

Il Concept: Un Saluto che apre Porte Il cuore della nostra narrazione visiva risiede in un paradosso positivo: l’uso della parola “addio” per generare un “benvenuto”. L’identità visiva di Goodbye NEET nasce con l’obiettivo di comunicare speranza, supporto e transizione. L’elemento chiave del design è il pittogramma di una mano stilizzata, integrata in modo creativo per sostituire la “e” finale della parola “goodbye”. Questo dettaglio non è solo un vezzo grafico, ma racchiude un duplice significato profondo:

  • Simboleggia l’atto di “dire addio” alla condizione di inattività e isolamento dei NEET (giovani che non studiano e non lavorano).
  • Rappresenta un gesto amichevole di saluto e un invito aperto, sottolineando l’accoglienza e la disponibilità di nuove opportunità. Questa mano è il ponte tra il passato e il futuro: un gesto semplice, universale, che trasforma un termine tecnico in un’emozione rassicurante.

Linguaggio Visivo e Target: Parlare ai Protagonisti del Domani Il design è stato pensato per parlare direttamente a un target giovane, compreso tra i 16 e i 29 anni (esteso fino ai 35 per le opportunità di impresa).

  • Tipografia: È stato scelto il font Righteous Regular, un carattere moderno e arrotondato che trasmette un’immagine amichevole, contemporanea e accogliente. La sua geometria pulita riflette la chiarezza di un percorso che finalmente si delinea.
  • Palette Cromatica: I colori sono stati selezionati per bilanciare concretezza ed energia:
    • Blu e Azzurro: Per infondere fiducia, affidabilità e senso di stabilità nelle nuove opportunità offerte. È il colore della sicurezza istituzionale che si fa amica.
    • Arancione: Per trasmettere entusiasmo, creatività ed energia vitale, motori indispensabili per il reinserimento sociale e professionale. È il colore dell’azione e della voglia di costruire.

Versatilità e Applicazioni: L’Identità che accompagna il Percorso Il brand è stato progettato per essere declinato con efficacia su diversi supporti, mantenendo la sua forza visiva sia nelle versioni a colori che in quelle in scala di grigi o in bianco e nero. Non volevamo un marchio statico, ma un’identità capace di vivere nella quotidianità del giovane imprenditore. La brand identity si estende su diversi materiali coordinati che accompagnano il giovane nel suo percorso:

  • Materiali di cancelleria: Come block notes e quaderni per appunti, dove il logo funge da promemoria costante di una promessa mantenuta.
  • Storytelling Multimediale: Abbiamo curato integralmente la produzione di contenuti di comunicazione, foto e video, documentando l’impatto reale del progetto attraverso i volti e le storie dei ragazzi lucani che hanno deciso di scommettere su se stessi.

Il Valore Aggiunto: Un Brand per la Rinascita Il successo di Goodbye NEET risiede nella sua capacità di trasformare un’azione burocratica in un’esperienza visiva e umana travolgente. Universosud ha agito come partner creativo per rendere il concetto di “Hub a sostegno dell’imprenditorialità” qualcosa di tangibile e desiderabile. Abbiamo dimostrato che con il design sociale e una narrazione empatica è possibile non solo “comunicare” un bando, ma generare un senso di appartenenza che spinge un’intera generazione a salutare il passato per abbracciare, finalmente, il proprio valore.

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