FESTIVAL DELLE OPPORTUNITÁ

Protagonisti del tempo comune

Può un evento culturale ribaltare la narrazione di un territorio che si spopola? Cosa significa, oggi, chiedere a un giovane del Sud di “restare”?

Organizzare il Festival delle Opportunità a Potenza è stata una sfida umana, civica e sociale. In un contesto geografico spesso segnato dalla fuga dei talenti e dal disincanto, il nostro obiettivo non era semplicemente riempire una piazza per un weekend. Volevamo creare un ecosistema in cui “restare” non fosse percepito come un ripiego, ma come una scelta di valore, consapevole e costruttiva.

L’occasione per dare vita a questa visione è arrivata con la designazione di Potenza a “Città Italiana dei Giovani 2024”. È stato il palcoscenico perfetto per trasformare il capoluogo lucano in un vero e proprio laboratorio urbano diffuso, dedicato ai temi del lavoro, dell’innovazione e della sostenibilità.

Grandi voci per un dialogo alla pari

Come si sconfigge la rassegnazione giovanile? Noi abbiamo scelto di farlo accorciando le distanze, mettendo in connessione i ragazzi dai 16 ai 35 anni con chi quello spazio per le opportunità è riuscito a crearselo con fatica e visione.

Non volevamo le classiche “passerelle” istituzionali, ma figure disposte a donare tempo ed esperienza. Nelle varie edizioni le strade del centro storico hanno ospitato personalità di primissimo piano: dall’economista Carlo Cottarelli al manager culturale Paolo Verri, dall’amatissimo divulgatore scientifico Vincenzo Schettini (La Fisica che ci piace) al coraggio del giornalista antimafia Paolo Borrometi.

Insieme a loro, storie potenti di sport e impresa del nostro territorio: la tenacia della campionessa olimpica Francesca Palumbo e del talento paralimpico Donato Telesca, la creatività nazionale dei ragazzi di Casa Surace e l’intuizione manageriale di Francesco Vena (CEO di Lucano 1894). Tutti seduti allo stesso tavolo con i giovani, per raccontare che il successo è fatto di cadute, ripartenze e, soprattutto, di legami col territorio.

Oltre la platea: apprendimento attivo e Festival OFF

Sapevamo che, per lasciare un segno tangibile, le lectio magistralis non sarebbero bastate. Il nostro lavoro dietro le quinte si è spinto oltre, andando a destrutturare il classico format del convegno per trasformarlo in attivazione vera e propria.

Abbiamo dato vita a “Instant think tank”, workshop esperienziali e momenti di confronto senza filtri tra gli studenti e le aziende del territorio. Abbiamo voluto fortemente degli spazi dedicati al Terzo Settore e al Servizio Civile Universale, convinti che l’impegno civico sia il primo vero generatore di opportunità. E per restituire respiro alla città anche dopo il tramonto, abbiamo affiancato ai dibattiti un “Festival OFF” serale, fatto di aggregazione, arte e concerti (come l’esibizione dell’Orchestra Maldestra in piazza duomo), riappropriandoci degli spazi urbani.

Un nuovo ecosistema

Il vero bilancio del Festival delle Opportunità non si legge solo nei numeri delle presenze. Il risultato più grande è stato superare il cinismo, mettendo in piedi una “piazza” stabile dove istituzioni, Confindustria, Terzo Settore e, soprattutto, i ragazzi, hanno ricominciato a parlarsi. Abbiamo contribuito a creare un luogo in cui l’ansia per il futuro lascia il posto alla progettazione condivisa. Perché l’opportunità più grande, alla fine, è scoprire che il futuro si può costruire anche qui.

L’Identità Visiva: Il Logotipo come Metafora Sociale Il design che abbiamo sviluppato doveva reggere il peso di questa responsabilità. Abbiamo scelto il vulcano come simbolo di Potenza e del suo fermento. Nel logotipo, la “A” di Opportunità esplode letteralmente verso l’alto. Non è un’eruzione distruttiva, ma una fuoriuscita di energia vitale: idee che prendono forma, passioni che diventano progetti. Lo stile geometrico e i contrasti netti (nero/magenta e nero/ciano) hanno dato al Festival un’immagine d’avanguardia, distaccandosi dai soliti canoni istituzionali per avvicinarsi alla sensibilità estetica dei giovani.

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